Quando il samba veste il tricolore

L`epopea della musica italiana in Brasile. Da Adoniram Barbosa, figlio di immigrati italiani, a Mafalda Minnozzi. Che da italiana propone tradizioni e novitą del Belpaese. Ed č considerata una star.

Carissimi di Musibrasil, più di una volta vi ho parlato di São Paulo, immensa metropoli, la più grande ed economicamente importante del Sudamerica. In questa città, sin dalla fine dell’Ottocento, moltissimi italiani hanno trovato spazio per affermarsi nei più disparati campi del mondo del lavoro, risultando determinanti alla crescita sociale ed economica di quella che allora era un centro urbano ben lontano dai 20 milioni di abitanti attuali. La mano e lo stile italiani sono sempre più fortemente presenti e possiamo dire che São Paulo, anche per i suoi 5 milioni di abitanti direttamente discendenti da famiglie del nostro paese, è anche un po’ italiana.

Adoniram Barbosa

Adoniram Barbosa



Tanto per fornirvi qualche dato storico, l’arrivo della nostra gente fu determinato da due principali motivi: in un primo periodo, verso la metà del secolo XIX, una forte depressione economica nelle zone del sud e del nordest italiano che spinse molte famiglie italiane a ricercare alternative all’estero; qualche anno più tardi l’abolizione della schiavitù su tutto il territorio brasiliano, che obbligò i latifondisti a ricercare manodopera in altre parti del mondo. Ma anche nel campo dell’arte, dell’architettura, dell’ingegneria, i nostri connazionali ricoprirono un ruolo determinante. Per questo motivo, nel corso degli anni e fino ad arrivare ai giorni nostri , c’è sempre stato un forte interesse per tutto ciò che rappresenta la nostra cultura, a cominciare dalla musica. Molti dei discendenti di questi coraggiosi emigranti, aiutati dalle reminescenze di un italiano farcito di termini dialettali e contaminato dal portoghese, ha continuato a seguire, con passione ma anche con grandi difficoltà dovute dalla distanza e dalla difficoltà di comunicazione, l’evoluzione della musica popolare italiana, in una città - São Paulo appunto - in cui era ancora debole l’influenza del ritmo nazionale: il samba. 

 

Lo stesso Vinicius de Moraes, con questa lapidaria battuta: «São Paulo è o tumulo do samba» (San Paolo è la tomba del samba), definì le attitudini musicali di questa città. Perdoniamo al poetinha, che lo scorso anno avrebbe compiuto 90 anni, questa severa dichiarazione anche perché molti sono stati i compositori di samba vissuti a Sampa, primo fra tutti Adoniram Barbosa, qui nato nel 1919 da emigranti italiani. Non fu facile per lui imporsi nello stile più tipicamente brasiliano, ma la sua simpatia, l’originalità delle sue composizioni (scrisse “Trem das onze” che gli italiani ricordano nella versione di Riccardo del Turco intitolata “Figlio unico” ) fece di lui uno degli autori preferiti dalla indimenticabile Elis Regina. Ma ora i tempi sono cambiati e c’è una interprete italiana contemporanea, Mafalda Minnozzi, che qui in Brasile è considerata una vera star, soprattutto perché, al contrario di Barbosa, non fa altro che proporre con eleganza, fra tanti oriundi ed amanti dell’Italia, la nostra canzone popolare, riscoprendo i classici della musica napoletana e allo stesso tempo offrendo al pubblico brasiliano un ampio aggiornamento di quello che viene scritto e cantato attualmente da noi.  

Mafalda Minnozzi

Mafalda Minnozzi



Mafalda è di origini marchigiane e inizia sin da bambina ad interessarsi di musica cantando nei più conosciuti concorsi per giovani interpreti. Nel 1987 partecipa al Festival di Castrocaro e nel 1988 vince il celebre “Festival degli sconosciuti” di Ariccia, organizzato da Teddy Reno e Rita Pavone. Nei primi anni novanta partecipa al programma tv “Uno mattina” e si fa apprezzare dal pubblico della Rai per questa sua esuberante spontaneità che ne caratterizza le performance. La svolta arriva nel 1996, con l’invito ad esibirsi in un allora famoso locale di Rio de Janeiro, il “Paradiso”, sulla scia del successo ottenuto in uno dei night più esclusivi di Roma, “L’Hosteria dell’Orso”. Da qui inizia un percorso che farà di lei, in un primo momento, l’artista più in voga in quegli anni, nella Rio che conta e, successivamente, la prima italiana ad essere messa sotto contratto dalla Som Livre, etichetta discografica della Tv Globo, con la pubblicazione di diversi album e l’inserimento di suoi brani in colonne sonore di seguitissime telenovelas.



Da Rio a São Paulo il trasferimento fu inevitabile, influenzato dal grande e rinnovato interesse per la musica italiana e da questi cinque milioni di discendenti, così assetati di emozioni legate alle intramontabili melodie del nostro paese. Ma alla “nostra” Mafalda Minnozzi, una volta per tutte, va dato il merito di essere stata la prima, sempre sul campo con i suoi 200 e più show all’anno realizzati in ogni parte del Brasile, a dare ai brasiliani così passionalmente attratti dall’Italia, una immagine moderna della musica che si stava creando e affermando da noi. Ad un pubblico di ultrasessantenni che pensava la musica italiana si fosse fermata a Claudio Villa e Rita Pavone, ha affiancato, portandolo a sé, un nuovo e più esigente pubblico di giovani che, nella ricerca delle proprie radici culturali, si riconosceva nei nostri nuovi cantautori e nelle canzoni che hanno caratterizzato l’Italia negli ultimi 30 anni. 



Il suo è quindi stato e continua ad essere un costante lavoro di riappropriazione e riavvicinamento delle due culture, mescolando elementi brasiliani con le nostre uniche melodie, raccontando ai brasiliani , a quelli di origine italiana e ai restanti 125 milioni, un’Italia sempre più vicina e raggiungibile. Questa energia e questo amore per la sua terra d’origine, che ovviamente non dimentica anche per il costante contatto con i suoi amici e parenti che risiedono nelle Marche, ha fatto di Mafalda un punto di riferimento per tutto ciò che di italiano viene prodotto dallo show business brasiliano. Basti pensare all’enorme successo mondiale delle due telenovelas “Terra Nostra” e “Esperança”, ispirate alla storia dell’emigrazione italiana in Brasile. A questi due colossal televisivi, Mafalda ha attivamente partecipato in qualità di ricercatrice delle fonti sonore d’epoca e di interprete, cantando i temi più importanti del commento musicale che caratterizzava le numerose puntate.  

Martinho da Vila

Martinho da Vila



Ultimamente, sempre sull’onda della crescente simpatia che unisce i nostri due popoli, Martinho Da Vila, uno dei più grandi sambisti carioca di tutti i tempi, l’ha invitata a partecipare al suo nuovo album, “Brasilatinidade”, nel quale, insieme, rendono omaggio alla canzone italiana interpretando un brano di Lucio Dalla intitolato “Um beijo, um adeus” (Prima dammi un bacio). A Mafalda, arrivata, come dicevamo, in Brasile da Macerata agli inizi degli anni 90, abbiamo chiesto come è riuscita ad integrarsi e decidere di restare: «Non ho dovuto rinunciare ad essere italiana - ha risposto -, ho mantenuto le mie abitudini quotidiane nel mangiare e nel vestire e inoltre il contatto con l`Italia é sempre stato reso possibile dalla tecnologia. Qui posso leggere i giornali italiani ogni mattina, vedere i programmi di Rai International, ascoltare Radio Rai. L`arrivo di mio marito Marco, che ha deciso di seguirmi, ha consolidato questo mio modo di vivere all`italiana a San Paolo. Mi trovo qui in Brasile per cantare la musica italiana e questo mi fa sentire orgogliosa e utile perché mi sento una voce e un cuore al servizio della cultura italiana in questo paese».



A Mafalda abbiamo anche chiesto quale sia la reazione del suo pubblico di origine italiana, che a volte non parla nemmeno più la nostra lingua. «É molto forte! La relazione che mi lega al pubblico durante i miei concerti é sincera, emozionante - ha osservato -. La melodia italiana é protagonista, attraverso le sue note e le sue parole. É sufficiente un piano o una chitarra per creare momenti indimenticabili». Ma come passa il tempo libero in una metropoli come São Paulo? «Approfitto della enorme proposta di spettacoli che la città offre da lunedí a lunedí senza interruzione. In Sudamerica, Sampa è una tappa fissa per i grandi show che girano il mondo come Cirque do Soleil, produzioni di Broadway, le grandi compagnie internazionali di danza, i concerti di musica classica. Peccato che la violenza urbana sia quasi incontrollabile, è necessario usare alcune precauzioni per vivere serenamente la vita di ogni giorno».

Da qualche anno, in diretta da Sao Paulo, Mafalda Minnozzi, la nostra Mafaldinha, ci racconta ogni venerdì notte, nel corso di “Brasil”, la trasmissione che conduco su Radio1 Rai, quello che di più interessante e curioso succede nella capitale paulista e nelle altre parti del Brasile. A noi italiani regala preziose informazioni su come si evolve la musica da quelle parti e quali saranno le nuove tendenze nel campo della moda e dell’arte, da noi, dai nostri ascoltatori, riceve e-mail, sms, affetto, ammirazione e il profumo della sua amata Italia. Strano, no? Con un po’ di fantasia, mossi dall’amore, due mondi apparentemente lontani si avvicinano fino a toccarsi, e la tecnologia ci porta oltre la saudade…


http://www2.uol.com.br/mafalda/mafalda/mafalda02.htm